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Nel luglio 2007 è avvenuta la fusione dell’ Ardens Cene, che militava in Eccellenza, con l’ FC Alzano 1909, che militava in Prima categoria , creando così l’AlzanoCene 1909, una nuova realtà fatta di 12 squadre, 240 calciatori e 60 collaboratori. I due co-presidenti, Giancarlo Pezzoli e Gianluigi Bonomi, hanno voluto la fusione di due importanti realtà calcistiche della Valle Seriana per contare sulle forze di due importanti squadre e poter così puntare ad obiettivi ambiziosi e degni della storia delle due squadre protagoniste. L’obiettivo principale prefissato dai co-presidenti è stato sin dall’inizio dare solidità alla società per essere sempre più credibili agli occhi degli sponsor consolidati e quelli futuri. Con la fusione delle due squadre si punta a creare un nuovo ed importante polo sportivo della bergamasca in cui la professionalità e la crescita del settore giovanile abbiano un ruolo fondamentale.
Uno degli obiettivi che contraddistingue questa nuova società è, infatti, la volontà di dare spazio ai giovani affiancando loro persone dalla spiccata professionalità; un connubio dunque di freschezza e grande competenza.

 

 

Alzano Lombardo vede comparire il calcio nel 1909: il 25 luglio si forma la prima rappresentativa calcistica di Alzano Lombardo in seno alla Società Ginnica. L’attività nell’ambito della ginnastica non ha termine con l'adesione dell’FC Alzano alla F.I.G.C. che approva l'affiliazione il 12 aprile1910 come risulta dal giornale "Foot-Ball", ma parteciperà ancora a varie manifestazioni sportive indette dalle associazioni ginnico sportive cattoliche. La squadra però non prende parte ai campionati, ma soltanto ai tornei approvati dal comitato regionale lombardo F.I.G.C perché non in possesso di un campo avente dimensioni minime 90x50 per poter partecipare all'attività ufficiale. Fino all'inizio della Prima Guerra Mondiale l'attività è comunque limitata a livello locale e provinciale. Il dopoguerra si apre con l’era del presidente Carillo Pesenti Pigna, adoperatosi a dotare la società di un impianto valido, e l’Alzano si dimostra subito pronta per disputare i campionati regionali. Il periodo che segue è un susseguirsi di alterne prestazioni che vedono, nell’arco di vent’anni, varie scalate fino ad arrivare al massimo livello regionale. Anche in questo caso l’incombenza della guerra vede la fermata dei campionati.Alla ripresa delle attività, l’Alzano si rende protagonista e conquista la serie C, che all’epoca era stabilita in 9 gironi per la Lega Interregionale Nord. L’anno dopo, però, arriva all’ultimo posto e viene retrocessa in 1^ categoria. Gli anni ’50 vedono una continua militanza nel campionato di 1^ Divisione, ma si chiudono, nel ’59, con la retrocessione in 2^.

 

 

 

L’Alzano riconquista immediatamente la serie superiore. Nel ’61 arriva la 2^ promozione consecutiva, che permetterà ai bianconeri di giocare nel campionato di 1^ Categoria. Nel ’64 con l’ultimo posto retrocede in 2^ categoria. Seguono 5 anni di incertezze e retrocessioni che portano l’Alzano fino in 3^ categoria. Nel 1970 arriva la svolta che permette ai bianconeri la scalata in 2 anni fino alla 1^ categoria, in cui rimarranno per altri 5 anni. Nel ’78 inizia una nuova crisi che porterà alla 3^ categoria nel 1982.

L’estate del 1983 è il momento di svolta nella storia bianconera. Il sindaco e alcuni imprenditori locali lanciano il “Progetto Alzano” con l’obiettivo di ridare lustro alla gloriosa società. In 3 anni sotto la guida del presidente Lino Scarpellini, l’Alzano ritorna in 1^ categoria. Nel 1986 viene inaugurato il nuovo stadio comunale e la presidenza passa a Franco Morotti. Fino al ’90 c’è un altalenarsi tra 1^ e 2^ categoria, ma nel ’91 si conquista la Promozione e nel ’92 l’Eccellenza.

Trascorsi 10 anni dalla rifondazione, nell’estate del ’93 riserva un’altra sorpresa: la fusione con la Virescit Boccaleone squadra del quartiere Boccaleone di Bergamo che aveva disputato diverse stagioni in Serie C. La squadra viola è ormai in caduta libera sia sul piano delle prestazioni, retrocessa in D, sia su quello economico, fortemente indebitata. L’Alzano rileva così il titolo sportivo e si fa carico dei debiti della Virescit. Il nuovo Alzano Virescit Football Club 1909 parte dal Campionato nazionale. Le stagioni 1994-95 e 1995-96 vedono l'Alzano conquistare due promozioni in fila, la prima mediante uno spareggio con l'Imola e la seconda grazie ai play-offs, nel derby contro i bresciani del Lumezzane. Dopo un paio di stagioni di ambientamento allaSerie-C1, i bianconeri nel 1999 riescono nell'impresa di arrivare in Serie B vincendo il girone settentrionale con 4 punti di vantaggio sul Como. La squadra bergamasca non riesce a salvarsi in Serie B e retrocede anche dalla C1 l'anno dopo, mantenendo però la categoria grazie ad un ripescaggio. La stessa cosa succede al termine della stagione successiva, nel 2002: nuova retrocessione e secondo ripescaggio consecutivo. Retrocede infine nel 2003 in c 2 ed a causa di problemi finanziari rinuncia all'iscrizione e sparisce dal calcio professionistico venendo radiata da ogni campionato in base alle regole inique adottate a metà anni Novanta dalla Lega di Serie C. Dopo 94 anni, per tutta la stagione 2003-04 Alzano Lombardo si vede privata del calcio, ma l'estate successiva un gruppo formato da ex-dirigenti dell'Alzano Virescit rifonda il F.C Alzano 1909, che partecipa al campionato di Prima categoria dalla stagione 2004-05 alla stagione 2006/07.  Durante l'estate 2007 l' A.S.D. F.C. Alzano 1909 si fonde con l' Ardens Cene, costituendo il FC AlzanoCene 1909, che milita nel girone B di Eccellenza Lombarda. Il 13-4-08 viene conquistata la promozione in Serie D con tre giornate d'anticipo, che per Alzano Lombardo significa un ritorno nel calcio nazionale. La stagione si chiude con la conquista del Trofeo Regionale Lombardo il 9 maggio a Verolanuova.

 


La società Unione Sportiva Cene nasce nel 1947.  Ne sono soci fondatori il Prof. Giuseppe Mutti, insegnante di educazione fisica, Giacomo Fiori, Sandro Azzola ed altri. Il prof. Mutti fu anche il primo presidente del sodalizio.
Per alcuni anni la squadra di calcio non partecipa al campionato per via del campo, posto in via Veneto; il rettangolo di gioco, infatti, era ubicato nell’area dove poi è sorto il palazzetto dello sport e nel bel mezzo sorgeva un palo della luce che l’Enel non voleva eliminare. Le prime partite giocate sono amichevoli ma si gioca ogni domenica e l’agonismo non è inferiore a quello delle partite ufficiali. La squadra gioca con una maglia grigia di pura lana e una banda orizzontale di colore bordeau.“Fino al 1950 -ricorda Azelio Capitanio - la squadra non disponeva di spogliatoi. I giocatori si cambiavano nella trattoria “Serafì” (Gusmini), di fronte all’asilo. Successivamente fungeva da spogliatoio il locale posto sotto il palco del cineteatro Oscar della parrocchia”.

 

  

“Da Serafì i giocatori raggiungevano il campo a piedi, accompagnati dal pubblico; tacchetti di ferro rimbombavano sull’asfalto più che una squadra sembrava di sentire un branco di cavalli. Non c’erano né docce né bagni -aggiunge Giuseppe Chiappa- e gli atleti si lavavano all’aperto dove era un lungo lavandino con una serie di rubinetti tipo caserma. Qualcuno si insaponava e si lavava facendo una mezza doccia. Allora c’era una grande passione per il calcio e anche agli allenamenti assisteva moltissimo pubblico che quando il pallone usciva dal campo, faceva a gara per poterlo toccare. Nel 1949 La società viene affiliata il 27.9.1949 essendo segretario Pietro Bertuletti. Il primo campionato giocato è quello 1949-50 in seconda divisione in cui la squadra si classifica penultima con 14 punti. L’esordio fu disastroso -ricorda Aureliano Sarzilla- che giocò da mediano nella prima formazione dal 1949 al ‘52- perdemmo per 7-0 con il Boccaleone che quell’anno vinse il campionato. L’anno successivo fu discreto e il terzo anno finimmo addirittura secondi dopo il Nembro. Nella partita decisiva perdemmo per 2-1 anche perché eravamo rimasti in dieci a causa di un mio infortunio. Se avessimo vinto saremmo finiti a pari punti a Cene per quella partita c’era tutta Nembro. Nonostante la sconfitta la gente ci sosteneva lo stesso perché la passione era forte. Le trasferte avvenivano su un autocarro dotato di panchine e un telone per riparare dalla pioggia. Non esistevano spogliatoi e ci si lavava nelle rogge o alle fontane pubbliche. I premi partita non erano gran che, 1000 lire per punto, ma allora sembravano tante. Gli allenamenti consistevano in una partitella in cui si tirava in porta. Non c’era preparazione atletica, non si faceva riscaldamento, non c’era l’allenatore che desse disposizioni”. Nella stagione 1951-52 il Cene gioca un ottimo campionato e termina al secondo posto con 26 punti, subito dopo la Nembrese che allora era considerato il serbatoio dell’Atalanta e di altri Club di serie A. Nel 1953-54 la squadra retrocesse in seconda categoria. Per il Cene fu un periodo di crisi culminato nel 1954 con l'inattività della squadra.durata per oltre un decennio.Nel 1965 la società cambia viene nuovamente affiliata e cambia denominazione in “Ardens Cene”. Il nome viene ideato dal parroco di allora, don Eugenio Battaglia che si rifece ai suoi studi di latino: ARDENS cioè ardente, scintillante, risplendente come il fuoco. Si registra un ritorno di entusiasmo che si traduce in una folta partecipazione di tifosi al seguito della squadra in trasferta accompagnata da due pullman.

ll campionato 1970-71 viene giocato nel nuovo campo ,ubicato presso l’Oratorio. La squadra indossa una maglia nuova, bianca e rossa. “Dal 1950 al 1970- ricorda Chiappa- fu allenatore per 30 anni Zeno Capitanio, un tipo particolare per il suo carattere aperto, socievole e spiritoso. Ricordo che aveva sempre con sé una valigetta di legno con la croce rossa dipinta sul coperchio in cui teneva i suoi unguenti e il materiale medico. Non l’abbandonava mai, dovunque fosse o andasse” Nel campionato 1970-71 (allenatore Angelo Bortolotti) la squadra viene promossa in prima categoria, massimo traguardo mai raggiunto dalla Società.Assume la presidenza Angelo Bortolotti, membro del consiglio direttivo dal 1968, che rimarrà presidente per 27 anni, fino al 2002.
In precedenza, per un certo periodo, Bortolotti aveva avuto anche compiti di allenatore della prima squadra.
“Nella mia lunga esperienza nell’Ardens Cene - dice Bortolotti - ha sempre cercato di coltivare tra i giovani lo spirito di amicizia, di lealtà, di socialità . Oltre alla maturazione fisica e tecnica era nei nostri obiettivi la crescita morale: abbiamo puntato a formare oltre che degli atleti, dei galantuomini”. Negli anni 1985-86-87 la squadra gareggia in terza categoria, passando nel 1988 in seconda categoria dove rimane fino al 1996. Nel 1985 viene creata la scuola calcio curata per quindici anni da Aldo Bombardieri che avvia al calcio ragazzi dai 6 anni.

Nel 1990 viene organizzato il Torneo Internazionale giovanile (ragazzi di 11-12 anni) con la partecipazione di 24 squadre bergamasche, lombarde e straniere (Svizzera, Germania, Francia). Una iniziativa che verrà ripetuta per cinque edizioni. Nel 1997L’Ardens Cene festeggia il 50° di fondazione. In quell'anno è promossa in prima categoria dove rimane per tre anni. Dopo una parentesi in seconda categoria, durata un anno, l'Ardens Cene viene promossa in prima dove milita tuttora. La presidenza passa a Giancarlo Pezzoli. La nuova gestione si è caratterizzata con interventi volti a potenziare le strutture sportive con la ristrutturazione degli spogliatoi e la sistemazione del campo sportivo oratoriano. Anche la dirigenza è stata rinnovata con la creazione di un nuovo gruppo costituito da tecnici sportivi e responsabili organizzativi per i vari settori della società. Si è cercato infine di rinnovare e stimolare l'entusiasmo del nuovo staff e dei giocatori motivandoli ad una costante continuità di impegno.