Addio al fisarmonicista Marcel Azzola, originario di Pradalunga


Si è spento all’età di 91 anni Marcel Azzola, grande fisarmonicista mondiale originario di Pradalunga.

Foto Mario Rota

Addio a Marcel Azzola, uno fra i più grandi fisarmonicisti al mondo. Nato a Pradalunga, in provincia di Bergamo, era tornato nella sua terra, con la pianista e fedele collaboratrice Lina Bossati per un concerto “tutto esaurito” per Capodanno 2013, al Teatro Sociale di Bergamo Alta, ospite l’amico Riccardo Tesi,  organizzato dalla Provincia con la direzione artistica di Geomusic, che ha avuto l’onore di rappresentarlo in esclusiva in Italia. Particolarmente partecipata e commovente anche la sua esibizione nella Parrocchiale di Valbondione, in alta Valle Seriana, paese natale della madre.

Marcel Azzola è considerato un mito della fisarmonica. Risiedeva a Parigi dove, nonostante la non più giovane età, continuava l’attività concertistica, che ne alimentava la grande fama ed era in procinto di partire per una serie di concerti. In un recente contatto telefonico avevamo valutato insieme l’ipotesi di un ritorno in concerto in Italia.

La sua famiglia è originaria della Bergamasca. Suo padre Giuseppe faceva il muratore e dirigeva, la domenica, un’orchestra composta da una ventina di mandolini. Dopo la fine della prima guerra mondiale, il padre prende il treno per la Francia per sfuggire alle camicie nere mussoliniane. Sei mesi più tardi arriverà poi anche la moglie Angelina, con cui si stabilisce in rue des Amandiers, a Ménilmontant. Giuseppe conosce Joseph Colombo e fa amicizia col padre di Joe Rossi il cui figlio suona la fisarmonica. In effetti, all’epoca erano in molti a cimentarsi con lo strumento, il sabato sera nei café o per guadagnarsi la vita.

Dopo aver cominciato a studiare violino in compagnia delle due sorelle maggiori, Marcel inizia a studiare la fisarmonica con gli insegnamenti del suo «primo vero professore», Attilio Bonhommi. Vince il suo primo concorso a Suresnes nel 1938, davanti a una giuria composta dai quattro moschettieri Médard Ferrero, V. Marceau, Louis Peguri e Adolphe Deprince. Da notare l’incontro con la grande Fréhel a Pantin al cinema Central dove interpreta le czardas di Monti guadagnandosi un servizio di bicchieri da liquore come primo premio.

In tempo di guerra prende lezioni da Médard Ferrero che lo introduce alla musica classica: Rossini, Albeniz, Bach, Beethoven, Debussy e così via… nel giro di due lezioni, è già in grado di suonare nell’orchestra dilettantesca delle Aveugles de Pantin, eseguendo in particolare un’aria dei Contes d’Hoffmann di Offenbach molto apprezzata dal pubblico.

Finita la guerra, scopre il jazz con Gus Viseur, Charley Bazin, Tony Murena e si permette di suonare per Django Reinhardt la Toccata e fuga in re minore di Bach. Precursore della fisarmonica classica e del jazz in Francia, da’ concerti in trio o in quartetto insieme a Stéphane Grappelli, che gli farà incontrare Yehudi Menuhin, Didier Lockwood, Michel Legrand e Toots Thielemans.

Nel 1947 rappresenta la Francia a Losanna per la coppa mondiale, dove arriva in finale, e ottiene, tre mesi più tardi, il primo premio al concorso internazionale di Stradella in Italia. Nel 1949 realizza la sua prima registrazione con Mademoiselle de Paris. Nel 1954 ottiene il Grand Prix du disque dell’Accademia Charles-Cros per Surprise Party au Mirliton.

Negli anni Cinquanta accompagna i grandi nomi della canzone francese quali Boris Vian, Edith Piaf, Tino Rossi, Yves Montand, Barbara, Juliette Gréco, Jean Sablon, Francis Lemarque, Gilbert Bécaud e Jacques Brel (e il suo famoso «Chauffe, Marcel!»). Sarà pure alla testa di un complesso da ballo composto da Didi Duprat alla chitarra, Pascal Groffe al basso e Jacques Irsa alla batteria, con cui farà numerose tournée. Nel 1976, Marcel Mouloudji e Marcel Azzola pubblicano l’antologia della chanson musette: Et ça tournait. Agli inizi degli anni Sessanta, si aggiunge al gruppo Lina Bossati, cantante cresciuta da Yves Nat e Alfred Cortot, che suona pure piano e violino. Marcel la ingaggia col marito, Denis Tuveri. Intanto, Azzola continua a suonare in trio con Patrice Caratini e Marc Fosset.

Azzola ha registrato un centinaio di musiche da film tra cui quelle di Mon Oncle, Trafic e Playtime di Jacques Tati; Il Giudice e l’Assassino di Bertrand Tavernier; Vincent, Francois, Paul et les autres di Claude Sautet; L’Emmerdeur di Edouard Molinaro; Gli Uni e gli Altri di Claude Lelouch; La Zizzania con Louis de Funes; La Vedova Couderc con Simone Signoret.

Ha poi partecipato a grandi manifestazioni sportive come il Tour de France (tre volte) e la Sei Giorni di Parigi.

A Villefranche-sur-Saone conosce Claude (il figlio di Ernano Cavagnolo), che gli costruisce la sua prima Vedette 5 Compact, ed è vicino al negozio in rue du Faubourg-Saint-Martin che si insedia la scuola di musica “Accademia dei quattro”.

Si da’ da fare con André Astier, Joss Baselli, Joe Rossi, Myriam Bonnin, Christiane e Max Bonnay affinché la fisarmonica possa entrare al Conservatorio nazionale superiore di musica e di ballo di Parigi.

Ha ricevuto numerosi premi, tra cui una vittoria della Musique d’Honneur nel 2006. Marcel Azzola è stato fino all’ultimo, e rimarrà per sempre, uno dei musicisti più rispettati nel mondo. Ha partecipato allo sviluppo dell’insegnamento della fisarmonica, in particolare alla Scuola Nazionale di Musica e Ballo della Chevreuse a Orsay, fondata e diretta dal pianista francese Pierre Yves Le Roux.

Nominato Cavaliere, è stato poi elevato al rango di Commendatore delle Arti e delle Lettere dal ministro della cultura francese nel luglio del 2007 per la sua carriera e il riconoscimento internazionale.

Gigi Bresciani, che ha avuto modo di conoscerlo e di apprezzarne le qualità, non solo musicali ma anche umane, ne ricorda la preziosa disponibilità e la profonda umanità.

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