Bollette telefoniche a 28 giorni, Adiconsum: “I consumatori hanno diritto ai rimborsi”


Bollette a 28 giorni: Consiglio di Stato, stop alla richiesta di sospensiva. Busi Adiconsum: “Le aziende abbandonino la strada dei ricorsi”

Il Consiglio di Stato ha rigettato la sospensiva delle compagnie telefoniche presentate da Vodafone, Wind Tre e Fastweb sui rimborsi per la vicenda delle bollette a 28 giorni che comporta un riconoscimento dei giorni ridotti   e le ha invitate a predisporre un piano per i rimborsi scaglionato.

“Si stringe il cerchio intorno alle compagnie telefoniche e anche gli ultimi tentativi fatti dalle compagnie telefoniche si stanno rilevando inutili – sottolinea Mina Busi, di ADICONSUM Bergamo. Le compagnie stanno già presentando però dei piani alternativi di rimborso sotto forma di servizi.  I consumatori sono liberi di accettarli, ma devono verificare se sono effettivamente convenienti e conformi alle linee guida dell’Agcom. In ogni caso resta salvo il diritto del consumatore di avere il rimborso in fattura”.

La telenovela dei rimborsi sulle fatturazioni a 28 giorni  è una vicenda che si trascina da giugno 2017 a fine marzo 2018. In pratica, secondo gli accordi con le associazioni dei consumatori, le compagnie avrebbero dovuto restituire agli abbonati quasi un mese di canone. Di fatto, non “soldi indietro”, ma lo spostamento dell’addebito in avanti per un corrispondente numero di giorni (equivale quindi a usare gratis il servizio fino a rimborso avvenuto).

“I consumatori attendono i rimborsi cui hanno diritto. Le aziende telefoniche  – conclude Busi – farebbero bene ad  abbandonare la strada dei ricorsi e contro-ricorsi, riconoscendo gli indennizzi agli utenti così come stabilito a suo tempo dall’Agcom”.



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