Diamanti: entro l’8 marzo lettera al curatore


Diamanti: entro l’8 marzo lettera al curatore per il risarcimento. ADICONSUM mette a disposizione la PEC.

ADICONSUM Bergamo, viste le numerose telefonate e richieste di intervento anche da fuori provincia relative alla questione “diamanti” cerca di fare chiarezza.

In Italia ci sono circa 120.000 cittadini (oltre mille di questi solo a Bergamo) che hanno scelto di investire i propri risparmi in diamanti. Dopo il fallimento della società Intermarket Diamond Business, una delle due società particolarmente attive nella vendita di pietre preziose attraverso l’intermediazione di alcune banche italiane tra cui la BPM, l’associazione consumatori di via Carnovali ha avviato trattative di conciliazione per cercare di arginare le perdite ed ottenere un  ristoro dell’investimento che si è rivelato non veritiero rispetto  alle promesse fatte in sede di vendita.

“Queste operazioni – dice Mina Busi, presidente di ADICONSUM – ci insegnano che spesso si individua la banca come un’entità sicura che dovrebbe difendere i nostri risparmi e  proporre dei buoni investimenti, mentre in questi anni abbiamo imparato che non è così, anche perché le variabili che influiscono sui risultati sono molteplici. Bisogna diffidare delle proposte di guadagni facili e sicuri. Non esistono investimenti che rendono tanto e son poco rischiosi. 

Il fallimento della IDB comporterà  purtroppo ritardi nella riconsegna delle pietre che è condizione essenziale per procedere alle azioni di risarcimento”. 

In questi giorni, i clienti che hanno fatto questo investimento sono chiamati dalla Filiale dove hanno il conto per informazioni sulla procedura di richiesta dei diamanti da inoltrare al Tribunale di Milano.

Il Curatore ha inviato infatti la lettera da compilare alla quale vanno allegati i documenti attestanti il possesso  e il contratto di deposito entro l’8 marzo 2019.

Gli uffici di ADICONSUM di Bergamo e provincia si mettono a disposizione per la redazione dei documenti e per l’invio del fascicolo, soprattutto per i cittadini sprovvisti di PEC, strumento necessario per la buona conclusione della pratica.

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