Gandino: addio a Mario Aresi, partigiano della Brigata Garibaldi


A Gandino addio a Mario Aresi, il 93enne partigiano della Brigata Garibaldi ultimo testimone vivente della Resistenza.

Un’intera vita dedicata ai valori della libertà, con un concreto e costante impegno nel tenere alti i valori della Resistenza. Si è spento mercoledì 27 febbraio, all’età di 93 anni, il partigiano Mario Aresi.

Era probabilmente l’ultimo componente in vita della 53esima Brigata Garibaldi (guidata da Giovanni Brasi, il comandante Montagna), che operò negli anni della lotta partigiana nell’area del Sebino, in Val Cavallina e sui monti della Val Gandino, dove avvennero anche i tragici fatti della Malga Lunga il 17 novembre 1944.

Oggi il Rifugio Malga Lunga è sede del Museo Rifugio della Resistenza Bergamasca. Nel 2016, in occasione dell’annuale commemorazione dell’ANPI (oggi guidata dal giovane Mauro Magistrati, primo presidente “non combattente” succeduto a Salvo Parigi), Mario Aresi, insieme al fratello Carlo incontrò dopo anni il partigiano “Ivan” Franco Limonta, morto lo scorso anno e pure esponente della Brigata Garibaldi.

Mario Aresi condivise con “Ivan” Limonta l’azione dell’11 luglio 1944 a Gandino, rimanendo ferito, dopo che in un agguato erano stati uccisi a sangue freddo i partigiani Giovanni Cazzaniga “Maistrak” e Tolmino Fontana. Nel 2014 Mario Aresi aveva raccontato quel tragico giorno sul luogo dell’agguato, segnalando come avesse condiviso la lotta partigiana con il fratello gemello Primo (Fufi). Entrambi negli anni ‘70 avevano ricevuto la medaglia di bronzo e la Croce di Ferro al valor militare.

Lo scorso anno Mario Aresi aveva partecipato ad una serata nella Biblioteca di Gandino, e ricordato con lucida passione gli anni della lotta partigiana. Aveva inoltre fatto da padrino all’inaugurazione di una stele commemorativa presso la “Croce dei Partigiani” agli Spiazzi di Gromo. “Avvertiva forte – ricorda il nipote Lorenzo Aresi – la necessità di tramandare ai giovani le proprie esperienze e, soprattutto, i valori insindacabili della giustizia e della libertà”. Mario Aresi si è spento dopo una malattia che l’ha colpito negli ultimi mesi. Lascia la moglie Zina, i fratelli Carlo, Giuseppe, Angelo, la sorella Franca e i numerosi nipoti.

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