Incidente aereo, i tre feriti tutti al Niguarda


Incidente aereo, i tre feriti tutti al Niguarda. Il pilota Stefano Mecca non ha richiesto l’emergenza. Periti al lavoro per fare chiarezza sull’accaduto.

Chiara, Silvia e papà Stefano Mecca, dopo l’incidente aereo di sabato, si sono riuniti nel pomeriggio di lunedì 23 settembre: tutti ora si trovano ricoverati al Niguarda. Il trasferimento proprio mentre a Fiorano si stava svolgendo il funerale di Marzia, la sorella e figlia 15enne che non ce l’ha fatta.

In attesa che i feriti si riprendano (il più grave è papà Stefano, ricoverato in Terapia intensiva mentre Silvia e Chiara hanno ustioni in varie parti del corpo), intanto proseguono le indagini della procura per capire cosa sia andato storto quella mattina quando Mecca si è messo in volo dalla pista dell’Aero Club di Bergamo a bordo del suo Mooney M-20T con le figlie per raggiungere Venezia.

Il primo punto da chiarire è perché il pilota, con all’attivo circa 70 ore di volo, quindi considerato esperto, non abbia richiesto l’emergenza. Una volta decollato poco dopo le 10, Mecca ha contattato la torre di controllo dell’aeroporto Il Caravaggio avvisando che sarebbe rientrato per un problema. La registrazione è stata acquista dagli inquirenti.

Dalla torre di controllo gli viene chiesto se fosse necessario attivare il protocollo di emergenza attraverso il quale il velivolo poteva atterrare sula pista dell’aeroporto di Orio al Serio ma Mecca risponde di no. Poco dopo, alle 10.15, nella manovra di rientro all’Aero Club, il Mooney sta scendendo ma viene visto effettuare una «riattaccata», una manovra che viene effettuata nei casi in cui non è possibile eseguire l’atterraggio in sicurezza. Ed è proprio in questo momento che accede l’imprevedibile: l’aereo viene risalire a velocità troppo ridotta, cosa che crea una situazione di stallo e il conseguente schianto sull’ala.

Ciò che resta del velivolo è stato portato in un hangar dell’Aeroclub dove il perito Alberto Folchini, docente del Politecnico di Milano, avrà 90 giorni di tempo per capire se il Mooney avesse problemi tecnici.

Intanto sul fronte dei soccorsi Procura e Questura proporranno un encomio che ne riconosca “il gesto di eroismo” per Francesco Defendi e Angelo Pessina che sabato non hanno esitato ad avvicinarsi all’aereo appena precipitato e avvolto dalle fiamme per estrarre tre dei quattro occupanti.

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