Investirono i carabinieri dopo una rapina, condannati i fidanzati


Condannati i due fidanzati che il 31 ottobre investirono due carabinieri ad Onore, dopo aver messo a segno una rapina a Clusone.

A distanza di tre mesi sono stati condannati i due giovani fidanzati che il 31 ottobre del 2018 investirono due carabinieri ad un posto di blocco ad Onore, dopo aver compiuto una rapina a Clusone.

Luciano Rocco, 29 anni, è stato condannato a 8 anni per tentato omicidio, oltre che per la rapina. C’era lui infatti alla guida dell’auto quando un militare veniva investito per la seconda volta.

La sua compagna invece, Nilvia Delgado, 32 anni, è stata condannata a 3 anni e mezzo, solo per la rapina. Il pubblico ministero, Fabrizio Gaverini, aveva chiesto l’assoluzione dall’accusa di tentato omicidio.

Il tutto era accaduto nella notte tra il 30 e il 31 ottobre quando i due fidanzati (entrambi con precedenti penali e problemi di droga), dopo la rapina ad una sala slot di Clusone, stavano rientrando a casa ad Onore, a bordo di una Fiat Tipo. I carabinieri erano sulle loro tracce da tempo e li stavano aspettando in via Garriguella.

Alla guida in un primo momento c’era la donna e proprio lei forzò il posto di blocco, urtando il brigadiere capo di Clusone Ezio Lucato. Poi tornò indietro ma nel frattempo al volante si era messo il 29enne. A questo punto l’auto investì nuovamente il militare che si trovava già a terra con un polso e il naso rotto: Lucato venne sbalzato di alcuni metri, riportando la frattura di alcune costole.

Per trovarli vennero allestiti numerosi posti di blocco e messa sotto la lente di ingrandimento tutta l’alta Val Seriana. La loro fuga terminò 14 ore dopo quando, nel pomeriggio del 31 ottobre, vennero trovati addormentati e fradici in un fienile a Fino del Monte. Con loro la refurtiva della rapina, una pistola giocattolo, un passamontagna e un grammo di cocaina.

Arrestati e interrogati, i due avevano ammesso le loro responsabilità. Dopo il processo, i due sono tornati in carcere. La difesa ha annunciato il ricorso in appello per l’accusa di tentato omicidio, ritenendo non ci sia stata volontà di uccidere.

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