L’artista molleggiato Adriano Celentano

L’artista molleggiato Adriano Celentano

artista molleggiato celentano“Questa è la storia di uno di noi, anche lui nato per caso in via Gluck…”: come si potrebbe iniziare meglio di così un ritratto del Molleggiato per eccellenza, Adriano Celentano?

Un artista a 360°, conservatore ma allo stesso tempo irriverente, che ormai da più di 40 anni tiene banco nell’industria musicale italiana. E’ forse uno degli artisti italiani più complessi e mediaticamente forte degli ultimi 50 anni.

La sua carriera, si può quasi dire che nacque per caso, dopo che poco più che adolescente, il giovane Adriano si imbatte nella canzone “Rock around the clock” di Bill Haley nel film “Il seme della violenza. E’ lì che il molleggiato capisce che quella è la musica che gli appartiene, e che lo potrà portare al successo nella vita: il rock, puro e semplice. Fonda con i suoi amici Rock Boys, naturalmente sfociato nel Clan qualche anno dopo, a successo consolidato.

Dapprima per il gruppo vi è solo la possibilità di esibirsi live in diverse manifestazioni, ma al contempo, nonostante tutto, una possibilità di crescita dal punto di vista strumentale e musicale. Negli anni infatti si sono aggiunti ed allontanati artisti al suo interno del calibro di Enzo Jannacci e Giorgio Gaber.

Gli anni 50 passano tra esibizioni e crescita personale degli artisti. Dopo alcuni 45 giri dall’esito sfortunato e cantati in inglese, Celentano, sotto contratto Jolly, accompagnato alla chitarra ritmica da Gaber (che da quel momento in poi con Jannacci inciderà sotto il nome de “I Due corsari”, n.d.r.), raggiunge il mercato discografico con il singolo “Il ribelle”. E’ il 1959, ed arriva il successo, consolidato dall’uscita del brano: “Il tuo bacio è come un rock”, evergreen del cantante e dell’intero panorama musicale italiano.

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Da quel momento in poi la strada per il re del rock italiano è tutta in discesa: arrivano “Ventiquattromila baci ”, Il ragazzo della via gluck e tutti quei successi che lo hanno reso noto al pubblico italiano. Erano quelli, nel ventennio 60-80, gli anni nei quali il molleggiato è riuscito nell’impresa di vendere anche più di un milione e mezzo di copie (nella sola Italia) per ognuno dei suoi lavori.

Piccola curiosità: fu provinato anche sul demo della canzone portata al successo da Caterina Caselli “Nessuno mi può giudicare”. “Prisencolinensinainciusol”, inizialmente non capita dal pubblico italiano, debutta in America al 70esimo posto della Billboard Chart riscuotendo successo prima negli States che in Italia, cosa mai successa prima.

La vita privata del moleggiato è altrettanto fortunata: nel 1964 sposa la cantante ed attrice Claudia Mori, dal quale ha tre figli: Rosita, Giacomo e Rosalinda e con la quale, nonostante qualche momento di crisi, è ancora felicemente sposato.

Celentano è onnipresente nella vita artistica della penisola, sia attraverso le sue canzoni che attraverso le pellicole da lui girate e interpretate, tra le quali spunta “La dolce vita” di Federico Fellini. Il vero exploit cinematografico Adriano lo raggiunge verso la fine degli anni ’70, quando diradati gli impegni live fino alla completa cancellazione, si dedica anima e corpo a questa arte. I migliori risultati vengono raggiunti con Castellano e Pipolo e Festa Campanile, che preparano della parti davvero cucite sopra la figura di Celentano: Asso, Il bisbetico Domato, Grand Hotel Excelsior, Bingo Bongo.