Morì in bici per una buca a Selvino, a processo due cantonieri provinciali


Cinquantenne si schiantò contro un muretto lungo la discesa Aviatico – Selvino. Omicidio colposo per due dipendenti della Provincia.

Era sabato 9 marzo 2013 quando Pierangelo Gusmini, cinquantenne di Cologno al Serio, ciclista di lungo corso abituato alle lunghe sgambate in sella alla sua bici da corsa, cadde lungo la discesa che da Aviatico conduce a Selvino picchiando la testa contro un muretto.

La caduta si rivelò fatale nonostante i soccorsi. Gusmini, al momento dell’impatto, non indossava il casco protettivo (per quanto non obbligatorio).

Ora, dopo più di sei anni dall’accaduto, il giudice dell’udienza preliminare Ciro Iacomino ha disposto il rinvio a giudizio per due cantonieri della Provincia di Bergamo: V.C. e P.G., assistiti dagli avvocati Mauro Angarano ed Emilio Gueli. L’accusa è di omicidio colposo.

La ricostruzione della polizia locale fu molto chiara: nell’incidente non risultava coinvolto nessun altro mezzo e non era plausibile che la bicicletta fosse scivolata sul fondo bagnato, perché in quel punto della discesa Gusmini non viaggiava ad alta velocità. Perciò il Pm di turno aveva disposto l’autopsia, così da capire se all’origine della caduta ci fosse stato un malore. Ipotesi smentita dallo stesso esame autoptico.

Secondo la tesi accusatoria, piuttosto, sarebbero state alcune buche sull’asfalto a far perdere l’equilibrio alla vittima. I due sorveglianti – sempre secondo l’accusa – avrebbero dovuto segnalare tempestivamente la problematica all’ente così da fare intervenire una ditta per ripristinare il manto stradale laddove irregolare. La Provincia si è costituita responsabile civile.

Gusmini, geometra di professione, lasciò la moglie e una figlia. La prossima udienza è in programma l’11 dicembre.

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