Soldi riciclati a Clusone, assolto l’ex latitante 73enne


Un’assoluzione e tre condanne: si è concluso così il processo di primo grado per il riciclaggio di 775 milioni di lire utilizzati per acquistare l’azienda agricola “La Pineta” di Clusone.

Stefano Poli, 73 anni, accusato di fraudolento trasferimento di valori, è stato assolto con rito abbreviato dal Giudice dell’udienza preliminare, perché il fatto non sussiste. L’uomo originario di Gorno era stato arrestato in Kenya dov’era latitante ed è in carcere a Bergamo, dove sta scontando tre condanne definitive per bancarotta.

L’uomo era accusato di trasferimento fraudolento di beni, 775 milioni delle vecchie lire, impiegati nel 2001 nell’acquisto dei terreni e del maneggio dell’azienda agricola “La pineta” intestata all’allora compagna Maria Colombo. Secondo l’accusa sarebbe stata lei a utilizzare questi soldi per comprare la tenuta e accendere un mutuo decennale. Sempre lei avrebbe venduto la tenuta nel 2005 a una società e poi nel 2008 avrebbe ricomprato la casa e sei scuderie. La difesa aveva sostenuto che non c’era prova che l’imputato avesse trasferito il denaro né che l’avesse fatto per sottrarlo ad eventuali sequestri. In attesa delle motivazioni dell’assoluzione, si può intuire che il giudice ritenga che le somme riciclate provengano da altri illeciti.

L’area “La Pineta”

Condannata invece per riciclaggio la moglie Maria Colombo, 59 anni, di Clusone, e sua figlia, rispettivamente a 4 anni e 6 mila euro di multa e a 2 anni, 8 mesi e 4 mila euro di multa. Condannato a un anno, un mese e dieci giorni per procurata inosservanza di pena anche un amico di Poli che gli avrebbe inviato del denaro per fiancheggiare la sua latitanza in Africa. Il pm aveva chiesto per tutti tre anni e due mesi di carcere.

Il giudice ha inoltre disposto la confisca dei beni sequestrati due anni fa, un mese dopo l’arresto di Poli, per circa 360 mila euro, una cifra che corrisponde ai 775 milioni di vecchie lire impiegati per l’acquisto dei terreni e dell’azienda agricola.

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