Sri Lanka: bilancio vittime sale a 359


A tre giorni dagli attentati in Sri Lanka il bilancio delle vittime sale a 359. Arrestati dalla polizia altri 18 sospettati.

Colombo, la capitale dello Sri Lanka

A tre giorni dagli attentati di Pasqua che in Sri Lanka hanno fatto esplodere chiese cristiane (religione professata solo dal 7% nel paese) e alcuni alberghi di lusso, il bilancio delle vittime sale a 359 morti tra cui 50 bambini e più di 500 feriti.

A renderlo noto è la polizia, aggiungendo che altri 18 sospetti sono stati arrestati nella notte, facendo salire così a 58 le persone detenute perché collegate con gli attentati.

Lo Stato Islamico, attraverso la sua agenzia di propaganda, Amaq, ha rivendicato gli attentati, senza tuttavia fornire alcuna prova del suo coinvolgimento diretto. Martedì mattina il ministro della Difesa Ruwan Wijewardene aveva detto in Parlamento che secondo le prime indagini gli attacchi “sono stati compiuti come ritorsione dopo quello di Christchurch”, la strage delle moschee dello scorso marzo in Nuova Zelanda.

Nella Chiesa di San Sebastiano, a Negombo, nel nord della città, martedì mattina sono cominciati i primi funerali di massa delle vittime. Il governo ha dichiarato il lutto nazionale e lo stato di emergenza, dopo aver già introdotto il coprifuoco dalle 8 di sera alle 4 del mattino.

Tra le vittime ci sono circa trenta stranieri, compresi i tre figli di Anders Holch Povlesen, il miliardario danese che controlla, tra l’altro, il gruppo Asos, ma nessun italiano.

Gli attentati sono cominciati alle 8.45 ora locale di domenica, quando un uomo, si presume un terrorista islamico, si è fatto esplodere nel santuario di Sant’Antonio a Colombo, la capitale. Nelle ore successive ci sono state altre sette esplosioni, tutte causate da kamikaze: cinque nella città, una a Batticaloa, sulla costa orientale e un’altra a Negombo.

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